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La Commissione europea ha ufficialmente presentato l’Industrial Accelerator Act (IAA), la proposta legislativa per rafforzare la base industriale dell’Unione europea e stimolare la creazione di occupazione attraverso l'aumento della domanda di tecnologie e prodotti made in EU.
Prevista nel Clean Industrial Deal e in linea con il report Draghi, la proposta di regolamento introduce requisiti "Made in EU" e/o di basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e i regimi di sostegno pubblico. Le nuove regole si applicheranno in particolare a settori considerati strategici, tra cui acciaio, cemento, alluminio, automotive e tecnologie net-zero, con la possibilità di estensione ad altri comparti energivori come la chimica.
L’obiettivo della Commissione è quindi quello di rafforzare la capacità produttiva europea, stimolare la domanda interna di tecnologie pulite e accrescere la quota del manifatturiero sul prodotto interno lordo dell’Unione, fissando un traguardo del 20 per cento entro il 2035.
Tra le misure previste figura anche l’obbligo per gli Stati membri di istituire un processo digitale unico di autorizzazione, con sportello unico e tempi certi, per accelerare e semplificare i progetti industriali, in particolare quelli legati alla decarbonizzazione dei settori ad alta intensità energetica.
La proposta affronta inoltre anche il tema degli investimenti esteri diretti: pur mantenendo un approccio aperto ai capitali internazionali, la proposta introduce condizioni per gli investimenti superiori a 100 milioni di euro nei settori strategici qualora un singolo Paese terzo controlli oltre il 40 per cento della capacità manifatturiera globale.
Un ulteriore elemento innovativo è l’introduzione delle Industrial Acceleration Areas, aree dedicate alla creazione di poli industriali sostenibili, per favorire sinergie produttive, investimenti in infrastrutture energetiche e sviluppo di competenze.
La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea prima dell’adozione definitiva. Se approvato, il nuovo regolamento rappresenterà uno dei pilastri della strategia industriale europea per coniugare crescita economica, transizione verde e autonomia strategica.